venerdì 15 febbraio 2019

“Economia circolare interrotta nella gestione ArcelorMittal del siderurgico tarantino. Si lucra sui lavoratori a cui vengono forniti alimenti di bassa qualità e contemporaneamente si escludono le aziende locali che da decenni lavorano seriamente sul territorio per poi rivolgersi ad aziende che operano al di fuori della provincia tarantina e che nelle mense dello stabilimento forniscono alimenti con qualità più bassa”. Lo denuncia l’Usb Taranto che aggiunge: “In questo modo l’economia circolare viene interrotta perché terminano, a causa di una politica economica volta al ribasso, i rapporti di lavoro con i lavoratori locali con conseguente riduzione della forza lavoro del territorio”. Di seguito la nota stampa integrale del sindacato.
La ditta Pellegrini, che gestisce le mense aziendali dello stabilimento diTaranto gestito da ArcelorMittal, cambia alcune modalità di fornitura degli alimenti abbassando gli standard di qualità per motivi economici. Alcuni delegati ed RLS del sindacato USB Taranto rilevano che nelle mense aziendali il gestore Pellegrini non fornisce più affettati e formaggi in busta con le etichette che rispondono alle norme di legge ma fornisce gli alimenti tagliandoli al momento senza che al consumatore siano fornite le giuste informazioni e sia data la possibilità di leggere la data di scadenza dell’alimento e le informazioni in merito alla tracciabilità del prodotto. Inoltre sono anche dubbie le modalità igieniche con cui questo prodotto viene manipolato e dato a chi lo deve consumare in mensa.
La Pellegrini, inoltre, in merito alla fornitura del pane si affidava alla Europan, azienda che ha fornito il pane al siderurgico tarantino per 40 anni. Alla Europan, la Pellegrini ha chiesto uno sconto relativo alla fornitura del pane, domanda alla quale la Europan ha prontamente risposto informando la Pellegrini che il prezzo di fornitura richiesto non garantisce qualità e freschezza del prodotto e che quindi non accetta la richiesta al ribasso. Da qui la Pellegrini comunica alla Europan che interrompe il rapporto di lavoro e dopo questa comunicazione inizia a rifornirsi di pane per le mense aziendali da una azienda non della provincia di Taranto.

La Pellegrini, per una ragione puramente economica, risparmia sulla qualità degli alimenti forniti nelle mense dello stabilimento. Si continua a disattendere la promessa fatta in sede ministeriale nel momento in cui vengono penalizzate le aziende locali. Con la gestione ArcelorMittal si continua a limitare l’economia locale penalizzandola ed escludendola dal mercato del lavoro.


La Coerenza Sindacale, e l'obbligo verso i Lavoratori alla trasparenza dei fatti.

https://www.facebook.com/jotv.it/videos/1282431978576172/?t=26

*** DOMENICA 17 FEBBRAIO H 09:00 ***

*** DOMENICA 17 FEBBRAIO H 09:00 ***
____Presso il Salone della Provincia di Taranto__
Si terrà una pubblica discussione sulle tematiche del lavoro rivolto ai LAVORATORI IN AS (EX ILVA).
Nello specifico si parlerà:
° INTEGRAZIONE SALARIALE
° LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'
° PERCORSI DI FORMAZIONE.
Alla discussione, su invito dell'O.S. USB di Taranto, sarà presente la Task Force Puglia per l’Occupazione e le Crisi Aziendali.
Interverranno:
Francesco Rizzo - USB Prov. Taranto
Michele Emiliano - Presidente Regione Puglia
Sebastiano Leo - Assessore alle Politiche
Leo Caroli - Presidente Task Force
Mino Borraccino - Assessore Sviluppo Economico


martedì 12 febbraio 2019

Ai tanti messaggi che continuiamo a ricevere in merito alla corretta procedura da adottare per la richiesta del TFR.
Pubblichiamo uno schema in sintesi.
Per ulteriori info:
Tel. 099.77.16.525
FONDO DI GARANZIA
Massimo - Federica
FONDO DI TESORERIA
Maria - Giuseppe
E-mail: Taranto.ilva@usb.it


lunedì 11 febbraio 2019

Pagamento CIGS lavoratori ILVA in Amministrazione straordinaria

Pagamento CIGS lavoratori ILVA in Amministrazione straordinaria
Le scriventi OO.SS., a seguito dell’incontro in data odierna presso la sede diTaranto, sono a richiedere un incontro urgente per chiarire e definire i termini di pagamento della CIGS ai lavoratori intererssati.
Si rende imprescindibile una Vs. celere riscontro alla presente, al fine di evitare possibili momenti di tensione sociale.


** COMUNICATO AI LAVORATORI IN A.S.***

** COMUNICATO AI LAVORATORI IN A.S.***
In riferimento all'incontro presso INPS di Taranto con le 00.SS avvenuto in data 08/02/2019 inerente la corresponsione CIGS per i lavoratori in
amministrazione straordinaria, lo stesso istituto su sollecitazione delle scriventi, ha comunicato formalmente che gli importi saranno disponibili con i consueti tempi di accredito della valuta a cura della banca prevista per il giorno 18/02/2019.
Ovviamente questo rappresenta un primo passo considerando che i tempi di erogazione inizialmente erano ben più lunghi, ma le OO.SS nell'incontro con INPS Regionale e ILVA in A .S, intendono ulteriormente ridurre i tempi della erogazione finale della CIGS per i lavoratori in questione .
Sarà nostra prerogativa , aggiornarvi dopo rincontro con INPS Regionale .


venerdì 8 febbraio 2019

**Taranto 08 febbraio 2019**

Nell’incontro odierno, tra organizzazioni sindacali e INPS, Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno rappresentato la ferma esigenza di puntualità sul pagamento diretto della CIGS, riprendendo quanto comunicato da Ilva in AS nella comunicazione del 05 febbraio u.s., in cui la Società ha testualmente informato che: “ILVA ed INPS stanno lavorando in stretta sinergia per far in modo che entrambe i bonifici possano pervenire sostanzialmente con cadenze temporali analoghe”.
Dalla riunione odierna, INPS ha comunicato alle OO.SS. che dall’ operazione di acquisizione dei flussi da parte di ILVA, orientativamente avverrà entro il 5 di ogni mese, serviranno quindici giorni circa per la lavorazione dei modelli sr 41 al fine di perfezionare il pagamento.
INPS ha evidenziato che tale tempistica riguarderà esclusivamente la corresponsione del primo rateo di CIGS da parte dell’Ente e che i ratei successivi saranno corrisposti con cadenza mensile.
Per i seguenti motivi Fim, Fiom, Uilm e Usb hanno richiesto da subito un incontro con la sede INPS regionale e alla Direzione di ILVA in AS finalizzato al superamento del problema sopra espost.


mercoledì 6 febbraio 2019

*** ANCORA UN GRAVE INCIDENTE IN AFO1 ***

*** ANCORA UN GRAVE INCIDENTE IN AFO1 ***
LA FABBRICA CADE A PEZZI.
"Gravissimo incidente, accaduto oggi, nell'impianto AFO1 del siderurgico tarantino ArcelorMittal in cui un dipendente è rimasto ustionato e, sempre nella giornata odierna, negli impianti della CCO2 linea1 (colata continua), si è verificata la caduta di un coperchio della siviera dove, solo per un caso fortuito, questo incidente non ha coinvolto operai al lavoro nel reparto". 
Lo dichiara il coordinatore provinciale dell'USB Taranto Francesco Rizzo
"USB Taranto segnala da mesi la grave carenza strutturale degli impianti che mette a serio rischio la vita degli operai.
Questa fabbrica necessita di interventi immediati e di una seria manutenzione straordinaria che i gestori dell'azienda, ArcelorMittal, sino ad oggi hanno solo annunciato senza nessun fattivo intervento. In questa fabbrica, che sta cadendo a pezzi, ogni giorno gli operai rischiano di non tornare a casa dalle proprie famiglie, ogni giorno rischiano la vita".

martedì 5 febbraio 2019

Rendiamo noti i contenuti della lettera scritta da un lavoratore ex Ilva “costretto a licenziarsi dopo aver subito le ingiustizie causate da una selezione aziendale che non rispetta gli accordi tra privato e sindacato“.
***
“Mi chiamo Lorenzo S., nato a Taranto, dove vivo con mia moglie, insieme ai nostri quattro figli. Il mio percorso all’interno della fabbrica inizia con l’assunzione il 01 febbraio 2001 nel Reparto Cokeria presso le Batterie 3/6, 11/12 e successivamente sulle 7/10.
Nel 2011 sono stato trasferito nel Laboratorio Ghisa per essere impiegato lì per due mesi a causa dei miei problemi fisici di cui non si conoscono ancora causa e natura. Successivamente sono stato trasferito nel reparto Laboratorio Campionamenti Minerale fino al 28 ottobre 2018 ovvero fino al passaggio da Ilva SpA in AS ad ArcelorMittal Italia la quale ha scelto di posizionarmi in CIGS, ovvero trattenendomi in Ilva SpA in AS.
Ora non so se la mia posizione in Ilva SpA in AS sia stata dettata da una scelta aziendale oppure in base ad una disputa tra Capo Area e Capo Reparto, i quali non gradivano la mia presenza sul luogo di lavoro e di conseguenza nella nuova azienda. Quello che mi preme sottolineare è che mi sono ritrovato senza lavoro ingiustamente con un “pesante ed impegnativo” carico familiare sulle spalle, con uno stipendio decurtato che non mi permette di sopperire alle esigenze della famiglia come si dovrebbe. Per tutto ciò ho preso la decisione più estrema, cioè il licenziamento volontario.
Dopo 18 anni di duro lavoro nel siderurgico tarantino, durante il quale ho sempre effettuato il mio dovere di “Lavoratore” rispettando sempre i colleghi ed i miei superiori, sono arrivato a questa scelta dettata dalla profonda delusione in quanto non sono stati applicati correttamente i criteri di scelta individuati nell’accordo del 06 settembre 2018. Prova ne è che diversi colleghi con meno carico familiare, con meno anzianità ed uguale livello, sono rientrati in fabbrica, al lavoro, pur avendo requisiti ed esigenze nettamente più basse delle mie.
In seguito ad una serie di lunghe telefonate effettuate ai capi e responsabili, questi mi confermavano come i criteri di scelta venissero applicati a discrezione dei capi superiori e che nei fatti l’accordo non è mai stato rispettato e, quindi, che non sarei rientrato a lavoro pur avendone diritto; per questo ho dovuto prendere la decisione più drastica per permettere a me e alla mia famiglia di sopravvivere per un po’ di tempo condividendo con loro la rassegnazione di come vane siano state le mie grida di disperazione per una ingiustizia clamorosa che io e la mia famiglia abbiamo subito”.
***
Per l’Usb, questa sarebbe “la prova che la nostra denuncia nei confronti di ArcelorMittal, in merito all’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori, è giusta e sacrosanta, e attende giustizia nelle aule del Tribunale di Taranto Il 19 febbraio prossimo.


mercoledì 30 gennaio 2019

"Terminato l'incontro svolto nella sede romana di Confindustria dove abbiamo incontrato ArcelorMittal e AM Investco, nella persona di Matthieu Jehl, come sigla sindacale USB – dichiara il coordinatore provinciale Francesco Rizzo – rimaniamo scettici di fronte alle dichiarazioni di intenti da parte dell'azienda. Nonostante gli annunci importanti illustrati nell'ambito di questo incontro in merito agli investimenti da attuare sugli impianti, possiamo solo constatare che dalla data della firma dell'accordo non ci risulta speso un solo euro all'interno dello stabilimento di Taranto. Ad oggi registriamo solo la diminuzione del personale sugli impianti produttivi e l'abbattimento del costo della forza lavoro con l'impiego delle unità impiegate nelle ditte in appalto".
"Partecipiamo all'incontro odierno – prosegue Rizzo – dopo gli attriti tra sindacato ed azienda che sono scaturiti a seguito della mancata applicazione dell’accordo sottoscritto al MiSe il 6 settembre scorso a cui, poi, è seguita anche la nostra denuncia nei confronti dell'azienda ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori".
Dall'illustrazione dei punti all'ordine del giorno, che prevedevano la presentazione del contesto economico, dello stato di attuazione del piano industriale ed ambientale e gli aggiornamenti in relazione al processo di assunzione, apprendiamo che l'azienda che gestisce lo stabilimento di Tarantoprevede un piano di investimenti manutentivi sugli impianti (acciaierie, colate continue, altoforni, treno nastri) da attuare con fermate programmate a partire dai prossimi mesi. Inoltre saranno acquistati 70 carrelli elevatori, 10 locomotori e saranno effettuati interventi in alcuni punti critici della linea ferroviaria interna. Il processo assunzioni è quasi terminato. A Taranto, così come previsto nell'accordo, sono state assunte 8200 unità, a cui si aggiungeranno altre 93 unità che saranno distribuite sugli altri siti.
Come sindacato USB ribadiamo la nostra diffidenza di fronte ad intenti, annunci ed illustrazioni. Rimaniamo, pertanto, immobili sulle nostre posizioni, le stesse che ci hanno portato alla fase di denuncia e che ci vedrà impegnati nell'udienza già fissata presso il Tribunale di Taranto il 19 febbraio prossimo. In questa sede contiamo che si faccia giustizia a seguito della quale il gestore ArcelorMittal possa dar luogo ad una politica differente rispetto a quella che sino ad oggi ha prodotto un comportamento anti sindacale.

lunedì 28 gennaio 2019

L'affidabilità di ArcelorMittal

L'affidabilità di ArcelorMittal dà segni di cedimento da ogni parte: oggi in Acciaieria2 si è verificata la rottura di una siviera in evidente stato di usura che ha causato la fuoriuscita di acciaio liquido in reparto che solo per una casualità non ha coinvolto gli operai presenti in quel momento e, sempre nella giornata odierna, un automezzo perlini è sprofondato a causa del cedimento del terreno in area parco rottami. L'USB ribadisce, oltre ad averlo già denunciato, una grave situazione di assenza di sicurezza sugli impianti. Inoltre, in merito alle ditte in appalto, si registra una completa mancanza di informazione. Premesso che ci risulta che il “benchmark” di ArcelorMittal sia ben più basso di quello valutato negli anni dell'Amministrazione straordinaria, ad oggi ci sono notevoli ritardi nei pagamenti nei confronti delle ditte esterne che rischiano di chiudere battenti proprio sotto la gestione di ArcelorMittal arrivata qui a Taranto con grandi auspici ed annunciati investimenti.
In merito alla recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo siamo in attesa di comprendere le intenzioni e le reazioni del Governo. Ci auspichiamo che la sentenza non sia impugnata ed, invece, siano attuate le motivazioni della sentenza. Le leggi sino ad oggi prodotte non hanno tutelato la salute dei cittadini che sono stati sottoposti ad una “persistenza situazione di inquinamento ambientale” e le istituzioni “non hanno adottato tutte le misure necessarie per garantire una protezione efficace”. In tal senso ci auspichiamo che questo Governo ripristini uno Stato di diritto che a Taranto è assente da diversi anni.


giovedì 10 gennaio 2019

Una lotta continua...

Una lotta continua...
USB prova a mettere insieme dei fronti di lotta...
Ma la "coerenza dei comportamenti" ci porta a denunciare l'ennesimo attacco ai diritti Sindacali e dei Lavoratori.



In data odierna, Arcelor Mittal ha convocato le O.S., in merito alle trattenute relative alle addizionali regionale e comunale degli ex dipendenti Ilva, comunicando che il lavoratore può richiedere un anticipo pari ad un importo di 500 euro, recuperato con le spettanze di gennaio 2019 e relativo cedolino 12 febbraio. 
La platea di lavoratori è pari a 74 lavoratori che hanno percepito una retribuzione pari a 800 euro. 
Di fronte a tale informativa la nostra richiesta è stata quella di ampliare la platea per tutti i lavoratori almeno che hanno ricevuto una retribuzione pari a 1000 euro, ma non è stata accolta. 
La USB chiederà ufficialmente ad ILVA in A.S. di erogare per tutti i lavoratori un anticipo di 500 euro che restituiranno con l’ultimo cedolino di retribuzione con ragione sociale ILVA spa in AS.



Usb denuncia: Arcelor Mittal scarica sulle casse pubbliche il costo dei lavoratori

Usb denuncia: Arcelor Mittal scarica sulle casse pubbliche il costo dei lavoratori
USB TARANTO·GIOVEDÌ 10 GENNAIO 2019·READING TIME: 3 MINUTES 72 letture
Il 4 gennaio le sigle sindacali Fim-Fiom-Uilm e Usb annunciavano ai nuovi gestori del siderurgico di Taranto, Arcelor Mittal, uno sciopero di stabilimento della durata di 24 ore, 8 ore per turno, che si sarebbe svolto il 14 dello stesso mese.
Nel comunicato si ritenevano inaccettabili alcune condizioni relative al piano occupazionale previsto dall'accordo del 6 settembre 2018 e all'implementazione dell'organico in vista del raggiungimento di produzione prefissato dal piano industriale da loro presentato.
“Oggi le organizzazioni sindacali Fim-Fiom-Uilm – dichiara il coordinatore provinciale Francesco Rizzo – revocano lo sciopero sottoscrivendo un verbale firmato in data odierna, mentre la sigla sindacale Usb non solo non firma questo verbale in cui l'azienda conferma la validità di quanto concordato in data 6 settembre ma nelle prossime ore denuncerà la stessa azienda per comportamento anti sindacale appellandoci all'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori”.
Questo tema sollevato dalle organizzazioni sindacali, e cioè il riordino della forza lavoro all'interno dello stabilimento è una questione in stretta relazione con l'argomento assunzioni. “Se Arcelor Mittal – prosegue Rizzo - pensa che il lavoratore Ilva può ricoprire qualsiasi ruolo e mansione non solo sminuisce la professionalità del lavoratore ma, cosa più importante, non facilità il reintegro dei lavoratori non assunti dai nuovi gestori dello stabilimento, tradendo, di fatto, lo spirito dell'accordo che prevedeva in partenza l'impiego di 8200 lavoratori per la produzione prevista dal piano industriale. Ad oggi, invece, è la stessa azienda che smentisce quanto ratificato nell'accordo perché chiede ad altri lavoratori, compresi quelli impiegati nelle aziende impiegate nell'appalto, di occuparsi di mansioni che prima erano svolte da altri operai Ilva, quelli non confermati e quindi lasciati a casa. In questo contesto si verifica anche una incertezza in materia di sicurezza in quanto gli impianti dello stabilimento sono molto complessi ed ognuno di loro, singolarmente, richiede competenze specifiche anche per gli stessi operai riconfermati dall'azienda che non possono spostarsi da un impianto all'altro senza una formazione adeguata”.
“Questo è un abuso che va oltre l'accordo, un accordo che una volta sottoscritto non equivale ad un nulla osta a favore dell'azienda per fare ciò che vuole. L'Usb ribadisce la validità dell'accordo ma allo stesso tempo ne contesta una interpretazione di fatto già posta in essere da Arcelor Mittal che sta compiendo una vera e propria operazione di marketing dove risparmia sugli ex operai Ilva posti in cassa integrazione e ricollocati in Amministrazione Straordinaria ed allo stesso tempo “terzializza” le attività con la forza lavoro delle ditte in appalto”
“A fine dicembre – conclude il coordinatore Rizzo - avevamo chiesto l'intervento del MiSE, andando a Roma con gli operai, che ci aveva promesso un incontro in merito a quanto già avevamo denunciato e che oggi confermiamo nella nostra denuncia: Arcelor Mittal scarica sulle casse pubbliche, e cioè dello Stato, il costo dei lavoratori di cui dovrebbe farsi carico. Vista, quindi, la grave situazione attuale che perdura già da alcuni mesi ce la giochiamo in Tribunale: stiamo denunciando Arcelor Mittal ai sensi dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori per comportamento anti sindacale”.


martedì 18 dicembre 2018


ARCELOR MITTAL NON RISPETTA GLI IMPEGNI

ARCELOR MITTAL NON RISPETTA GLI IMPEGNI, USB: SCIOPERO, INTERVENGA IL GOVERNO

L’Unione Sindacale di Base chiama oggi allo sciopero tutti i dipendenti Arcelor Mittal dello stabilimento di Taranto. Il cosiddetto nuovo corso avviato qualche mese fa dalla multinazionale che ha acquisito Ilva, tanto gonfio di promesse, ha mostrato subito il suo vero volto:

palesi e inaccettabili ingiustizie nella scelta dei lavoratori da porre in cassa integrazione, in aperta violazione dei criteri definiti dall'accordo

esternalizzazione di attività con pesanti conseguenze sui dipendenti e sulle casse dello Stato



Per queste ragioni abbiamo avviato un contenzioso formale con la nuova proprietà del gruppo Ilva. Chiediamo il rispetto degli accordi, la reintegra di chi è stato ingiustamente escluso dall'assunzione e il blocco delle politiche di esternalizzazione delle attività.

Il governo è chiamato a intervenire per obbligare il management di Arcelor Mittal al rispetto degli accordi. In più occorre che il governo garantisca il rifinanziamento del contributo a favore dei lavoratori Ilva introdotto dai precedenti governi e al momento non previsto nella legge di stabilità. Sarebbe un fatto gravissimo togliere risorse a lavoratori colpiti pesantemente dalle scelte della vecchia proprietà dell'acciaieria. Speriamo non sia anche questo uno dei tristi volti del cosiddetto cambiamento.

USB Lavoro Privato


Con la presente la scrivente O.S. A seguito della palese violazione degli impegni assunti da Arcelor Mittal all'atto della sottoscrizione dell'accordo in termini di esternalizzazione attività, (rispetto la legge 68, criteri NON rispettati per le assunzione dei Lavoratori da Ilva AS ) , è a richiedere la convocazione URGENTE di un incontro in sede Ministeriale, sotto la vostra Direzione, al fine di dare piena attuazione agli impegni ed agli obblighi contrattuali in capo ad Arcelor Mittal. 

USB Nazionale - 18.12.2018



USB Taranto, sit in dei Lavoratori e incontro al MISE

USB Taranto, sit in dei Lavoratori e incontro al MISE
USB TARANTO·MARTEDÌ 18 DICEMBRE 2018·READING TIME: 3 MINUTES 40 letture
Si è svolto stamane a Roma, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’incontro tra una delegazione del sindacato USB, con al seguito alcuni lavoratori, e il rappresentante del Ministero Giampiero Castano, dove il sindacato, rappresentato dal segretario provinciale Francesco Rizzo, ha chiesto al Ministero di farsi portavoce e di pretendere chiarimenti dall’azienda in merito alle scelte di selezione del personale che vanno in contraddizione con i principi stipulati nell’accordo. L’incontro é avvenuto contestualmente allo sciopero indetto nello stabilimento di Taranto dall’USB proprio in merito a quanto denunciato e richiesto all’azienda, cioè la consegna della documentazione inerente i criteri di scelta del personale per verificare la correttezza dei criteri adottati.
“Sono state commesse una serie di anomalie - ha dichiarato Francesco Rizzo
Francesco Rizzo - USB Taranto
al tavolo dell’incontro al MiSE - e abbiamo le prove attestanti la condotta di alcuni capi che hanno abusato della facoltà di agire sui criteri di scelta dei lavoratori. Abbiamo documentato al Ministero alcuni casi di clamorose esclusioni e confermato che a più riprese abbiamo chiesto di verificare la documentazione attestante l’applicazione dei criteri previsti dall’accordo senza ricevere risposta alcuna. Oggi, invece, - prosegue il segretario Rizzo subito dopo il termine dell’incontro - il Ministero ci conferma che si farà portavoce nei confronti di ArcelorMittal e dell’Amministrazione Straordinaria per farsi consegnare la documentazione richiesta da USB”.
Al tavolo si è trattato anche l’argomento terziarizzazione. L’USB Taranto sta inviando una lettera al MiSE e all’Inps dove il sindacato dichiara di non aver concordato nessuna attuazione di terziarizzazione in fabbrica, che ci sono casi di operai mandati a casa e sostituiti da personale in appalto dove la condizione economica gioca a favore dell’azienda, e quindi ha un minor costo del personale mentre il costo dei lavoratori ex Ilva viene scaricato sulle casse dello Stato. Dopo la ricezione della lettera in cui il sindacato denuncia questi ulteriori abusi, il Ministero ha dichiarato che proverà, a breve, a convocare un Tavolo dove l’azienda possa rispondere alle istanze.
Inoltre, nella giornata di domani - dichiara Rizzo - invieremo ad ArcelorMittal, all’Inail e al MiSE la richiesta formale per conoscere i numeri relativi alle assunzioni previste dalla Legge 68. “In un Paese civile e serio - sostiene il segretario Rizzo - in cui va tutelato il valore in materia di Lavoro, la trasparenza è un obbligo. ArcelorMittal, se non ha nulla da temere in merito, ci consegni la documentazione”.

Lavoratori ILVA Taranto - sit in presso il MISE
Nota a margine: “Ci risulta che negli uffici del reparto Amministrazione, da diversi giorni stiano lavorando 9 lavoratrici provenienti da siti esteri di Arcelor Mittal, da informazioni ricevute sembra che svolgano le stesse attività in capo ai lavoratori locali, di cui una parte è collocata in CIGS. Se ciò fosse vero ci troveremmo di fronte a una palese violazione dell’accordo sottoscritto in sede Ministeriale e di fatto costituirebbe una “sostituzione” . Questa la denuncia di del coordinatore provinciale USB Taranto, Francesco Rizzo. Il sindacato chiede un incontro con l’azienda per chiarire la questione

giovedì 13 dicembre 2018

COMUNICATO DI SCIOPERO

In considerazione del fatto che allo stato attuale non è stata fatta chiarezza circa la mancata applicazione dei criteri di legge e la consegna della documentazione attestante gli stessi in riferimento all’accordo del 06 Settembre 2018, alla quale si aggiungono operazioni di taglio ingiustificato del personale con sovraccarichi di lavoro per coloro che rimangono.

*****************************
COMUNICATO DI SCIOPERO per 32H – dalle 23:00 del 17.12.18 fino alle 07:00 del 19.12.18
*****************************
La mobilitazione partirà da Taranto con presidio a partire dalle ore 08:30 presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE)



FUORI DAL CORO.....


*** IMPORTANTE *** COMUNICATO DI SCIOPERO


domenica 9 dicembre 2018

CONTRATTO VIOLATO

“L’accordo non prevede 8200 persone impiegate fino al 2023 – aggiunge il sindacalista – lo spirito dell’accordo prevedeva che il numero dei lavoratori sarebbe cresciuto con la risalita della produzione ed in maniera direttamente proporzionale ai lavori previsti dall’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) che vengono realizzati in aggiunta alle operazioni di manutenzione poste sugli impianti. Noi non abbiamo concordato nessuna terzializzazione. Invece, ad oggi, hanno azzerato alcune attività sostituendo i lavoratori dello stabilimento con lavoratori di aziende dell’indotto operando ed attuando, di fatto, un abbattimento del costo del lavoro”.
“Ancor prima di spendere soldi per migliorare la situazione impiantistica e ambientale – continua la nota stampa di Usb Taranto – Arcelor massimizza i profitti sulla pelle dei lavoratori. Se questa è la linea che ArcelorMittal vuole attuare siamo sicuri che non tarderà ad arrivare l’ennesima stretta per le aziende dell’indotto, oppure si verificherà l’ennesimo carico ai danni dei lavoratori, cioè l’ennesima riduzione economica nei contratti”.

Art. completo:

https://www.laringhiera.net/usb-taranto-denuncia-arcelormittal-italia-contratto-violato/?



venerdì 7 dicembre 2018

DENUNCIA

DENUNCIA
Presenza di sostanze oleose all'interno del Reparto OFE/MEL.
#OFE/MEL - ARCELOR MITTAL_TA




Denuncia

Denuncia
#MAG U2/300 - ARCELOR MITTAL_TA




DENUNCIA / CONTESTAZIONE

DENUNCIA / CONTESTAZIONE
USB TARANTO·VENERDÌ 7 DICEMBRE 2018·READING TIME: 1 MINUTE 112 letture
SINTESI
  • Accordo tradito.
  • Violazione dei principi di buona fede e correttezza in ambito precontrattuale.
  • Condotta di Arcelor Mittal plurioffensiva perché lesiva dei diritti individuali dei lavoratori e dei diritti collettivi tutelati dal Sindacato.
INVITO
Al Ministero dello Sviluppo Economico ed llva Spa in AS ad adottare ogni misura idonea - in ragione dei rispettivi poteri - finalizzata al rispetto degli impegni assunti dal Gruppo Arcelor Mittal e riferentisi al Piano Occupazionale dei lavoratori a tutt'oggi dipendenti del Gruppo ILVA.

In difetto sarà esperita ogni azione utile al rispetto della Legge e dell'Accordo sottoscritto.