sabato 16 giugno 2018

Corteo Nazionale - Lottiamo contro le disuguaglianze! 16 Giugno 2018, Roma.

10MILA IN PIAZZA A ROMA!
Vertenze e lavoratori da tutta italia, giovani, comitati di quartiere, realtà di base: il paese che non abbassa la testa riempie le strade romane.


Sabato 16 Giugno le strade di Roma sono state attraversate da una grande corteo, promosso dall' Unione Sindacale Di Base, composto da lavoratori, disoccupati, studenti, immigrati, occupanti case e da tutti coloro che fanno parte di quella ampia fetta di paese che non si lascia coinvolgere dalla strumentale guerra tra poveri e che ha subito in tutti questi anni le scelte finanziarie e i diktat che hanno spinto sempre gli stessi a una vita di rinunce e sacrifici!

Un momento importantissimo, una giornata di lotta e di rivendicazioni reali e concrete, ma anche la prima tappa di quella resistenza e di quell'opposizione che dobbiamo costruire con grande determinazione contro uno dei governi più reazionari che questo paese abbia visto negli ultimi decenni!

NOI CI SIAMO E NON ABBIAMO PAURA!


http://www.usb.it/index.php?id=1132&tx_ttnews[tt_news]=103148&cHash=c0fb012d9d




Il racconto. In 20 mila a Roma per Soumaila Sacko. "Prima gli sfruttati" è il rovescio della parola d’ordine razzista «prima gli italiani». In negativo, lo sfruttamento restituisce un’unità che va oltre le appartenenze nazionali. Contiene l’elemento unificante in cui possono riconoscersi italiani e stranieri che rivendicano tutele e diritti per tutti: la solidarietà internazionalista e la condivisione della stessa condizione sociale. È il controcanto alla contrapposizione artificiale tra immigrati e autoctoni, intensificata dalla propaganda e dagli urlatori da social media. È un buon segno perché chiarisce l’equivoco di fondo grazie al quale il potere mantiene intatte le diseguaglianze e le accresce.
Interessante il ragionamento di Abo Soumahoro in un comizio molto applaudito: «La solidarietà non è buonismo – ha detto – ma è uno strumento di costruzione che mette insieme ciò che stanno dividendo: bianchi contro neri, etero contro gay e lesbiche. Un bracciante deve invece camminare gomito a gomito con un rider, i precari e tutti gli invisibili». Il riferimento è all’elaborazione critica dell’eredità subita del «colonialismo» e dello «schiavismo», ma non contrapposta all’identità sessuale. Questo è un ragionamento sulla composizione sociale di una forza lavoro che intreccia molteplici identità e non contrappone, come avviene anche a «sinistra», diritti civili e diritti sociali.





























sabato 9 giugno 2018

ILVA, USB: INCONTRO URGENTE COL GOVERNO

Rizzo: non c’è tempo da perdere 

La questione Ilva è un nodo fondamentale che non trova però ancora una soluzione. Di poche ore fa le dichiarazioni dell’onorevole Fioravanti che ha posto come ultimatum il 30 giugno su un possibile accordo. 
Cosa ne pensa USB? 

Risponde Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB. 

“ Urge un incontro con il nuovo Governo. Auspichiamo una tempestiva convocazione per poter esporre il punto di vista del sindacato e capire quali siano le intenzioni del Governo sulla questione Ilva. Ci sono in ballo 18.000 lavoratori. Come organizzazione Abbiamo dato disponibilità a qualsiasi tipo di discussione a patto che sia garantito occupazione e reddito attuale ai 14.000 lavoratori Ilva e ai 4000 dipendenti appalto”. La questione Ilva è stata finora affrontata Unitariamente, cosa che sembra essere venuta meno in queste ore. “Fino ad oggi ci siamo mossi con un grande spirito unitario nel rapporto con Fim Fiom uilm con L'unico obiettivo di rispondere ai bisogni dei Lavoratori Ilva e della popolazione di Taranto. Prendiamo atto con rammarico che per la direzione nazionale di Fim Fiom uilm quel rapporto Si è interrotto. Da parte nostra, con la serietà e la determinazione di sempre, continueremo a sostenere una battaglia in difesa delle ragioni dei Lavoratori Ilva e dei Tarantini”


mercoledì 23 maggio 2018

Ilva-Arcelormittal: Distanze enormi.

Dopo 14 ore di confronto serrato con il management di Am-investco abbiamo verificato che non vi è, allo stato, alcuna condizione di riprendere la trattativa. Il nodo principale, sebbene non sia l'unico, resta la garanzia occupazionale per tutti i dipendenti Ilva al momento della cessione. Per quanto riguarda USB l'unica possibilità di un accordo che pare al momento allontanarsi sempre di più è quella di garantire la piena occupazione, il mantenimento integrale dei diritti acquisiti e l'ambientalizzazione dello stabilimento di Taranto. Il confronto potrà ripartire solo ed esclusivamente qualora la multinazionale Arcelormittal dovesse cambiare radicalmente posizione. Sul negoziato pesano come un macigno le condizioni capestro accettate dal ministro Calenda all'atto della sottoscrizione del contratto di cessione. Verificheremo nelle prossime ore se la notte abbia portato consiglio ad Arcelormittal. Per USB la cessione alla multinazionale non si può fare ad ogni costo. Noi non siamo disponibili a cedere l'acciaieria più grande d'Europa alle brame speculative di Arcelormittal. I lavoratori e i cittadini di Taranto meritano e pretendono rispetto e giustizia.


lunedì 21 maggio 2018

Ilva Taranto - incontro 5 Stelle e Sindacati

Oggi a Taranto, presso la Cittadella delle Imprese, si è tenuto l’incontro tra il Movimento Cinque Stelle e i Sindacati sul futuro e destino dell’ILVA.
L’incontro convocato dal M5S è stato utile per aprire un confronto con chi si appresta a governare il Paese su un tema che riguarda Taranto ma anche il futuro industriale italiano.
In apertura i Deputati Giovanni Vianello e Lorenzo Fieramonti hanno ripetuto che la posizione del Movimento sull’ILVA non cambia, “chiusura programmatica e riconversione economica”, ma di voler portare il così detto “tavolo” di discussione a Taranto e di voler “ascoltare” le proposte e posizioni delle Organizzazioni Sindacali. Tavolo a cui hanno sottolineato non vi saranno preclusioni di alcun genere e che dovrà avere anche interlocuzioni con le Istituzioni locali.
L’USB apprezza la disponibilità dei 5 Stelle a mettersi in campo con una politica dell’ascolto.
Da subito abbiamo, allo stesso modo, ribadito chiaramente le nostre posizioni, partendo, dall’ambientalizzazione fino alla salvaguardia occupazionale seria fatta di lavoro e non di ammortizzatori sociali.
Il tutto rafforzato da una chiara politica aziendale che superi la gestione commissariale e che sia Pubblica, per questo abbiamo ribadito che qualsiasi ipotesi non può che partire dalla nazionalizzazione dell’ILVA.
Alla riunione hanno partecipato francesco Rizzo, RSU ilva - USB, Pierpaolo Corallo, Esecutivo regionale USB Puglia, e Emidia Papi dell’esecutivo nazionale USB Lavoro Privato.
Francesco Rizzo inoltre ha evidenziato che “sono necessarie politiche sociali che riconoscano ai lavoratori il lavoro usurante di una fabbrica come quella dell’ILVA” così come “non si può prescindere da una corretta e attenta applicazione delle certificazioni ambientali partendo dalla normativa regionale”.
L’USB auspica che da subito si metta in calendario i prossimi incontri per entrare nel merito della discussione.


giovedì 17 maggio 2018

Ilva Taranto, un altro omicidio sul lavoro: Angelo, 28 anni e due figli. Ora basta: sciopero e mobilitazione nazionale

È di poco fa la terribile notizia di un altro omicidio sul lavoro, questa volta all'Ilva di Taranto. Angelo Fuggiano, operaio di 28 anni, due figli, dipendente della Ferplast,  un impresa in appalto, è morto dopo essere stato colpito da un cavo durante la fase di ancoraggio di una macchina scaricatrice nel reparto Ima, al quarto sporgente del porto di Taranto. 
Immediata la proclamazione congiunta dello sciopero da parte dell’Unione Sindacale di Base, Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm, dalle 11 di questa mattina a venerdì mattina.

La sequela di omicidi, perché di questo si  tratta, va fermata, immediatamente. Non si può più assistere inermi. Occorre una grande mobilitazione generale del mondo del lavoro che imponga a aziende e servizi ispettivi il rispetto delle norme di sicurezza, l'internalizzazione dei servizi ceduti in appalto, il divieto del subappalto, la cancellazione della precarietà, la riduzione dei ritmi e dei carichi di lavoro.

Se non si rimette al centro dell'agenda politica e sociale l'uomo e i suoi bisogni l'inaccettabile catena di omicidi proseguirà.

NOI SAPPIAMO CHI È STATO

I morti sul lavoro non sono il frutto di un destino cinico e baro. I mandanti degli omicidi hanno un nome ed un cognome. Sono tutti coloro che in nome di un presunto progresso hanno smantellato il sistema di diritti e di tutele del mondo del lavoro. Sono tutti coloro che in nome dei profitti e del mercato hanno sacrificato persino la dignità del lavoro.

È L'ORA DELLA RABBIA E DELLA RIVOLTA

È necessaria una mobilitazione immediata dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Ilva d'Italia, netta e radicale. Serve uno sciopero generale dell'industria che svuoti davvero le fabbriche. Serve una campagna nazionale contro gli infortuni sul lavoro.

USB impegna tutte le sue strutture e i delegati di fabbrica a dare priorità assoluta a questa mobilitazione nazionale.


domenica 13 maggio 2018

RIZZO FA CROLLARE UN TABU' - Corriere del mezzogiorno

“..Allo schema che ci è stato offerto, Noi proponiamo uno schema diverso TUTTI ASSUNTI DALL'ILVA ALLE MEDESIME CONDIZIONI  E IN  CONTINUITA' DI DIRITTI, e l'apertura di un grande piano per agevolare le uscite e il collocamento in pensione..” 



sabato 12 maggio 2018

Ilva sopravviverà a Calenda


Le stizzite dichiarazioni dell'ormai ex ministro Calenda che accusano USB e Fiom di populismo sindacale per non aver accettato la sua proposta di chiusura dell'accordo per la cessione di Ilva ad Arcelormittal sono pretestuose e testimoniano la sua personale totale inadeguatezza nel ricoprire un ruolo tanto importante sul piano sociale ed economico. In primo luogo l'aver presentato un testo per l'accordo conferma che il governo non ha svolto nessun ruolo terzo rispetto alle parti coinvolte. Inoltre, mentre Arcelormittal non ha spostato di una virgola la sua posizione, il governo interviene con ulteriori risorse a sostegno di un piano industriale che prevede circa 5300 esuberi a fronte di una crescita della produzione. Ciò significa esplicitamente prendere le parti dell'azienda. La realtà è che Calenda e il suo ministero hanno gestito sin da primo giorno una vicenda così rilevante sul piano sociale e industriale con una leggerezza ed un pressappochismo inquietante. La stessa scelta di convocare d'urgenza il tavolo Ilva allo scopo di chiudere in tutta fretta l'accordo prima dell'arrivo del nuovo governo è stato un atto dilettantistico e incomprensibile. Le distanze tra la posizione di netta contrarietà della maggior parte delle organizzazioni sindacali e Arcelormittal non erano tali, in tutta evidenza, da poter essere superate con un colpo di mano del ministro e senza nessuna novità particolare. La firma del contratto di vendita tra Ilva in amministrazione straordinaria e Arcelormittal, segretata sino a pochi giorni fa, ha li definito impegni e condizioni. Una trattativa reale non c'è mai stata ed al sindacato è stato semplicemente chiesto di aderire ad uno schema predefinito, inviolabile. Il governo gentiloni ha quindi enormi responsabilità nel non aver costruito una soluzione adeguata per Ilva. Il ricatto del ministro di spegnere i forni senza la firma dell'accordo è l'ultimo patetico atto di un governo, lo ripetiamo, senza più alcuna legittimazione politica e sociale. Ilva sopravviverà a Calenda 

Sergio Bellavita USB nazionale. Francesco Rizzo USB Taranto

BOLOGNA, 11 MAGGIO ORE 10: ASSEMBLEA NAZIONALE DELEGATI METALMECCANICI la diretta

VIDEO - 1° Parte

VIDEO - 2° Parte

VIDEO - 3° Parte

































martedì 8 maggio 2018

PRONTI ALLA MOBILITAZIONE DURA

"La decisione odierna garantisce che l'acquisizione di Ilva da parte di ArcelorMittal, che andrà a creare il produttore d'acciaio di gran lunga più grande d'Europa, non si traduca in un aumento dei prezzi dell'acciaio a danno delle industrie europee, dei milioni di persone che vi lavorano e dei consumatori", ha dichiarato la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager, "dimenticando" il fattore ambiente, salute, occupazione. noi rispondiamo così in attesa del fact checking sulla vertenza.


ILVA, USB: LO SCHEMA DI CALENDA? PREVEDIBILE MA NOI NON CEDIAMO

ILVA, USB: LO SCHEMA DI CALENDA? PREVEDIBILE MA NOI NON CEDIAMO DI 1 MM.
RIZZO: PRONTI AD UNA DURA MOBILITAZIONE
Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto aggiunge: “per quanto ci riguarda, l’accordo sindacale non seguirà lo schema che il Governo ha proposto. Siamo pronti alla mobilitazione. ​Non accettiamo accordi in cui ci sono lavoratori in esubero né sullo schema degli accordi Piombino-Alitalia e senza le necessarie garanzie ambientali. Se Calenda pensa di fare il solito accordino sindacale dove a pagare le conseguenze sono i lavoratori, le famigli e la comunità Tarantina ci vedrà arrivare a Roma in massa.” .......